Vi avevo giá parlato del mio entusiasmo appena arrivata in questa ridente e soleggiata cittadina del nord dell'Argentina. Beh, dopo aver visitato il parco Iguazú, le cascate e aver passeggiato nella foresta amazzonica sono rimasta senza parole. Scenari da parco di divertimenti, quella roba lì io l'ho vista solo a Gardaland o a Mirabilandia, in quei giochini dove vogliono farti sentire in un'avventura senza paragoni, con canoe, fiumiciattoli, cascate e piante tropicali...
Il primo giorno di visita al parco abbiamo deciso (io e la mia amica) di cominciare con il sentiero piú selvaggio e avventuroso, lasciando l'attrazione principale del parco - e la piú turistica - per il secondo giorno. Tre chilometri e mezzo all'andata e tre chilometri e mezzo al ritorno nella natura piú incontaminata, tra mille specie di animali, insetti, piante e farfalle di mille colori, ci siamo incamminate sul sentiero Macuco.
Le farfalle erano stupefacenti, di ogni dimensione e varietá, dei colori mai visti, che neanche il miglior artista riuscirebbe a dipingere. E gli animali selvatici, ci avevano avvisati che avremmo potuto incontrare puma e giaguari, ma per fortuna si sono tenuti ben alla larga dagli umani. La cosa impressionante è stata vedere lucertole che sfioravano il transgenico per dimensioni e colori. Beh, il resto era foresta foresta foresta e la nuova esperienza è stata anche quella di sentire a distanza di pochi secondi temperature e climi diversi. In un momento sei lì che sudi con un'afa terribile, ti aggrappi a qualsiasi ramo penzolante per prendere fiato e la terra ti brucia sotto i piedi; dopo pochi secondi sei già bello fresco perché tira un'arietta quasi tipo brezza marina. Ovviamente questo non accade sempre e in ogni tramo del percorso, altrimenti uscirebbero tutti raffreddati dal parco! Alla fine del nostro percorso troviamo una piccola oasi dove ci si poteva fare il bagno, ma solo un gruppetto di straniere ha avuto il coraggio di bagnarsi in quell'acqua gelida e alquanto sudicia.
Secondo giorno: Garganta del Diablo (gola del diavolo). Il nome non lasciava molto a desiderare, anzi, lo trovavo piuttosto inquietante, poi ho capito perché l'appellativo. Come vi avevo già detto, attrazione principale del parco, facile da raggiungere e fotografata più di Naomi Campbell, la garganta del diablo mi aspettava lì dov'è sempre stata, imponente e rumorosa con le sue cascatine da adorno e i suoi rubinetti sempre aperti - anche se in realtà mi hanno detto che in questo periodo c'è poca acqua, non oso pensare come sarà in estate! Beh, dopo aver camminato per circa 1 km su delle passerelle che attraversavano il fiume Iguazù, scorgiamo poco a poco questo spettacolo della natura: non riuscivo a chiudere la bocca per lo stupore. Mai visto nulla di più stupefacente. Stavolta mi risparmio la nota romantica e passo alle foto che parlano da sé.
E chi l'avrebbe mai detto che avrei adorato la foresta? con un passato da girl-scout fallita e un odio per le passeggiate in montagna, l'ultima cosa che mi sarei aspettata era acclimatarmi nell'habitat di Tarzan!
1 commenti:
Ciaooooo Laurita!!!
L'esame penso sia andato bene...
Qui si gela!!!Oggi piove e ci sono 7 gradi!!
Tu non prendere troppo sole, invece, che qui siamo invidiosi!!!
Un bacione!!!
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