Quando si nomina Pablo qui in Colombia tutti sanno di chi si sta parlando. Circa una ventina di anni fa questo personaggio era l’uomo più ricco del mondo: Pablo Escobar era il più grande narcotrafficante che fosse mai esistito sulla faccia della terra. Ai suoi tempi Medellin, capitale della regione dell’Antiochia e sede principale dei suoi affari, era la patria dei sicari. Si distinguevano perché erano perlopiù motociclisti (è per questo che ora chi va in moto deve obbligatoriamente indossare un gilet catarifrangente con il numero della targa) che seminavano il terrore per tutta la città, alle sette di sera erano già tutti rintanati nelle loro case, non c’era un cane in giro.
Stanco di essere perseguitato, inseguito, ricercato e con un gran numero di persone alle calcagna che non desideravano altro che la sua morte, Pablo fece una proposta all’allora presidente in carica Belisario Betancourt: se l’avessero lasciato in pace, lui avrebbe pagato il debito estero che aveva la Colombia con gli Stati Uniti (rendetevi conto di quanto denaro possedeva quest’individuo). Ovviamente il presidente non accettò perché era denaro sporco quello che offriva Pablo e se avesse accettato tutto il Paese avrebbe avuto un debito eterno con il più grande delinquente della storia, il che non era un buon affare.
Tutto cambia (o quasi) quando finalmente la polizia riesce ad uccidere Escobar nell’anno 1993, con la sua morte si chiude il ciclo della violenza narcoterrorista, ma non il traffico di cocaina. Pablo dirigeva i due cartelli principali della Colombia, Cali e Medellin. Quando Escobar passa a miglior vita tutto questo gran commercio doveva finire nelle mani di qualcuno e ancor di più sapendo che c’era in gioco una tale quantità di denaro - pensate che qui un grammo di cocaina costa all'incirca €2, chiedete un po' a quanto la vendono in Europa o negli Stati Uniti e fatevi i conti. La guerriglia, quindi, prende le redini della situazione. Loro erano proprio lì, nella selva dove si coltiva la materia prima, come potevano perdere l’occasione di arricchirsi così facilmente invece di marcire con tutte quelle malattie tropicali di cui si ammalavano? Muore Escobar e l’ideologia della guerriglia va a farsi fottere.
Ma facciamo un passo indietro… quale ideologia? Dovete sapere che la guerriglia non è sempre stata legata al narcotraffico, sono 50 anni che esistono gruppi guerriglieri nati con uno scopo, con un’ideologia, con in mente una rivoluzione che chiamavano “la rivoluzione del popolo per il popolo”. I loro ideali erano radicalmente di sinistra, si potevano trovare molte similitudini con il movimento di Fidel Castro (M-19) nella rivoluzione cubana, erano praticamente l’espressione di Marx. Ma una rivoluzione ha un prezzo, le armi costano, i rifornimenti, i viveri e le medicine per mantenere i guerriglieri non cadono dal cielo e alla prima opportunità di guadagnare un soldino facile facile, tac! La guerriglia cade in tentazione e comincia a trafficare in cocaina. Fu un periodo di estorsioni, sequestri, uccisioni e retate senza pudore, inoltre nel ’94 la Colombia stava attraversando una crisi economica non indifferente a seguito di un’apertura dei mercati a cui il Paese non era affatto preparato.
Qualche anno dopo subentra l’attuale presidente Alvaro Uribe, di idee liberali, ma costretto a farsi dalla parte dei conservatori per essere eletto. Uribe aveva (e ha tuttora) un solo obiettivo: sconfiggere la guerriglia. Nato da una famiglia benestante, il presidente decide di mettersi in politica dopo aver perso il padre e il fratello in una resistenza a un sequestro da parte delle FARC (uno dei gruppi guerriglieri più famosi, è l’acronimo di Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia). Uribe promuove una politica di sicurezza democratica: è impossibile negoziare con la guerriglia, rispondiamo con la sicurezza. Ed è quando comincia a rafforzare il corpo militare, ad esigere controlli più rigidi, a dare potere alla polizia, ad aumentare la sicurezza, ma soprattutto a pretendere l’ordine che le cose cambiano. Se non si mantiene pace e ordine il Paese non può progredire. Messa così potrebbe sembrare che stia parlando di un governo militare, ma non lo è. Il potere affidato ai militari non ha mai oltrepassato i limiti violando i diritti umani, tutti i ragazzi che si vedono in giro in uniforme verde non incutono timore, ma danno sicurezza. Ormai sono abituata anche alle perquisizioni prima di entrare in qualsiasi bar o discoteca per controllare se si hanno armi addosso.
Con Uribe inoltre si modificò anche la costituzione, che prevedeva un solo mandato quadriennale per ogni presidente eletto, cioè la rielezione era fuori discussione. Ma giustamente lui affermò che non si poteva riparare in 4 anni quello che si è distrutto in 50. Così, lo vediamo ora in carica già al secondo mandato e con risultati evidenti nel Paese: i sequestri sono diminuiti drasticamente, l’economia sta crescendo, si costruiscono scuole e università e l’istruzione sta raggiungendo livelli sempre più alti (anche se carissima), la gente non ha più paura di uscire in strada. Fino a 10 anni fa era quasi normale mettere una bomba in un pub o in un luogo affollato per fare stragi oppure fermare autobus di lunga distanza diretti alla costa nei periodi di vacanza per sequestrare (e se non si aveva il riscatto uccidere) famiglie benestanti o personaggi potenti. Questa è roba vecchia, ora la gente vive più tranquilla nonostante le centinaia di persone sequestrate che sono ancora lì disperse nella selva.
Quindi, come dicevo giorni fa, un governo di destra che ha risollevato il Paese. Ma in realtà le distinzioni sono inutili in questo caso, si dice che Uribe è di destra perché la guerriglia è di sinistra? Ci sarà qualche codardo che sarà rimasto al centro? Non credo. Qui o si è con Uribe o si è contro Uribe e quelli che sono contro Uribe li chiamano comunisti.
4 commenti:
Ciao Laura,
mi permetto di lasciarti un commento; seguo sempre le tue avventure sul blog, così so cosa combini dall'altra parte dell'oceano, e volevo ringraziarti perché mi piace davvero tanto leggere i tuoi "racconti". Oltre al tenerci aggiornati su dove sei, e cosa fai, è bellissimo conoscere qualcosa in più su posti così lontani attraverso gli occhi di qualcuno in cui ci si può identificare... allora, grazie, e... cuidate! Che ho letto che hai mal di pancia... Bacioni! Veronica
Grazie Vero, che carina che sei. In fin dei conti è per questo che lo faccio, per farvi aprire gli occhi su qualcosa in cui il nostro Paese, o perlomeno la nostra generazione, è ignorante. Ti mando un bacione.
Ma come fai a sapere tutte queste cose in così poco tempo? sei proprio una pettegola .. potresti scrivere per .. sorrisi e canzoni ( no scherzavo intendendevo per qualche giornale serio tipo .. topolino.ecc..) va bene potresti scrivere per il "Corriere della sera " come inviata dall'estero. Ciao sei bravissima, ci mandi certi spaccati di vita vissuta da brivido e ci fai restare sulle spine fino a quando non finiamo di leggere il pezzo.( sono un pò di parte)
Ciao Laura,
accidenti la prossima volta lascio la mia enciclopedia a marcire dentro il mobile...è pazzesco il numero di informazioni che riesci ad estrapolare dai COLOMBIANI CHE TORTURI...perchè è questo che fai...te lavori con una società segreta e vuoi farti i soldi con le informazioni che ottieni..beh, a parte gli skezi, è sempre uno spasso leggere queste tue esperienze di vita...A PRESTO..CIAO CIAO..WILMER
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