Dopo settimane di duro lavoro e obbligata assenza dal blog, mi sono concessa il lusso di passare le vacanze di Pasqua a Villa de Leyva, delizioso paesino coloniale a 3 ore da Bogotà (2 in strada sterrata).
La Pasqua qui non ha la stessa importanza del Natale, non ci sono decorazioni, non esistono uova nè pulcini, non ci sono dolci tipici nè conigli di cioccolato. E' solo una scusa in più all'anno per farsi una vacanzina e io ovviamente ho approfittato del momento e non ho dubitato un istante ad adottare l'usanza autoctona.
In teoria il paesino si troverebbe in clima freddo, ma le giornate sono state più che calde (ho anche un ricordino di una scottatura sulla spalla). Attrazioni turistiche non ce n'erano direi, a parte qualche cavallo in carrozza - ma quelli si trovano anche per strada a Bogotà - e una chiva, tipico autobus colombiano privo di sedili e pronto ad ospitare feste ambulanti mentre si percorre tutta la città. L'avventura non è totalmente sicura a causa dell'instabilità che si crea tra gli invitati dopo aver ingerito una quantità spropositata di aguardiente, più la guida spericolata degli autisti colombiani e la precarietà delle strade: tutta un'avventura.
In fin dei conti la vacanzina è stata davvero gratificante e per un po' non mi ha fatto pensare al mio ritorno in Italia, che finora è proprio come me lo aspettavo!
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