venerdì, maggio 09, 2008

Italia senza valori

So che questo blog è nato per farvi partecipe delle mie avventure oltreoceano, ma la mia sete di libertà di espressione è troppo grande e non ho potuto resistere.

Dopo avervi raccontato come si sta in Argentina e come si vive in Colombia, non posso fare a meno di paragonare il cosiddetto “terzo mondo” alla nostra fiorente Italia. Un’Italia ricca di omertà, nazionalismo, estremismi, menzogne ed eufemismi per mascherare qualcosa che non si vuole chiamare come si dovrebbe. Come si vive bene in un Paese in cui ci si ammazza per questioni politiche e che non fa nulla per livellare le differenze sociali. Teste vuote che inseguono il sogno del Grande Fratello, che vivono per apparire (se lo fanno in tv è anche meglio) e con degli ideali – se così si possono chiamare – che faranno cadere la struttura portante di questa società il cui deterioramento è già cominciato da tempo.

Ma come si fa ad avere nel Paese 15enni che consumano cocaina e a dare la colpa alla Colombia? Si danno giudizi sempre più affrettati e stereotipati, ma nessuno analizza a fondo le due situazioni. Chi è che consuma coca in Italia? Quelli che se la possono permettere (benessere economico) e, nel caso dei ragazzini, quelli che sfuggono al parental control (e ce ne vuole per non capire che tuo figlio sniffa!). E in Colombia invece? Ovviamente non sono dei santi, ma l’uso di sostanze stupefacenti è un fenomeno poco popolare. La Colombia produce, non consuma. Chi ne fomenta la produzione? I suoi fan più accaniti, cioè Stati Uniti ed Europa. I ragazzini di famiglie benestanti in Colombia, invece di spendere soldi per un pase, cioè un grammo di coca, preferiscono andare in discoteca e consumare esagerate quantità di alcol. Anche questo è un fenomeno sociale davvero preoccupante, ma pensate che distruggersi il fegato sia come distruggersi il cervello? Beh, sono scelte di vita, ognuno se la rovina come vuole.

Credo che sia anche una questione di ignoranza: in Italia è il denaro che muove tutto, in Colombia c’è anche un po’ di coscienza. Non dovrebbe essere più tentatore il consumo di coca in Sudamerica dove una dose costa quanto un pasto di un lavoratore? Penso che se fosse così economica in Italia, fra qualche anno ci saranno più centri di disintossicazione che ospedali. Il lavoratore della classe bassa colombiana, che guadagna all’incirca 250 dollari al mese preferisce spendere 2 dollari per mangiare, per vestirsi, per comprare sigarette magari, ma non per comprare cocaina! Qual è la differenza allora? Sinceramente credo che l’italiano non sappia fare il povero. Debiti alle spalle e macchine di lusso ancora da pagare, vestiti firmati e neanche un centesimo nel portafogli. Se apparire è il must di questa nuova cultura io dico NO, GRAZIE, tornerò quando ci sarà di nuovo democrazia, quando non si ucciderà più per idee politiche, quando le persone preferiranno un libro al Grande Fratello.

9 commenti:

Emilia ha detto...

Come non darti ragione???
Poveri noi... ti parla una che in famiglia ha 4 persone tra fratello e cugini che si sono trasferiti all'estero!!!

giulia ha detto...

mmm...very interesting!!a mio parere in Italia nn ci sarà mai democrazia,a meno che nn accada un'insurrezione,magari mazzini resusciterà!!x quanto riguarda la cocaina, se rendessero legale il consumo e la vendita si potrebbero risolvere i problemi economici del nostro "Paese"...una cosa che mi dispiace è che molti giovani novelli laureati decidono di andar via,giustamente,dall'Italia e nn la vivono attivamente...è triste pensare che l'Italia diverrà il paese dei vecchietti e dei mafiosi(e magari degli extra-comunitari, tipo i cinesi che hanno migliaia di negozi in Italia ma nn pagano le tasse...ah, che schifo!!) cmq, annozero docet,eh? ti voglio bene sorellì!!!!!!!!!

giulia ha detto...

ah...ovviamente scherzavo sul fatto della coca!!!

Anita ha detto...

ciao, anch'io mi trovo a Bogotà anche se da poco e sto facendo il mae-crui all'ambasciata.
Ti dò ragione in pieno, tutto verissimo e mi sa che proprio che in Italia non ci torno!

Anita ha detto...

Ciao Laura,in realtà io torno a casa per Natale, però davvero spero di crearmi degli agganci in modo da poter tornare dopo le feste!
No,non vivo oltre la 100, vivo nel Rafaél Nunez, carrera 45 con calle 44, divido un appartamento coi miei amici!
spero di vederti se ci troveremo a bogotà,un bacio y suerte!

Simone D'Antonio ha detto...

Ciao Laura, perdendo tempo su facebook (maledetto) son finito nel tuo profilo e poi sul tuo blog, non posso fare a meno di commentare il tuo post "italia senza valori" non sto a confutare le tue teorie, anche se si fa di tutta l'erba un fascio, semplicemente vorrei chiederti se anzichè dire: "fa schifo, me ne vado", hai mai provato a riflettere su: "fa schifo, che posso fare per renderla meglio ??"
Ami un altro paese, va benissimo, ma non sparare a zero su quello che non hai neanche mai provato a capire.
Ciao e per favore non arrabbiarti con me, non volevo offendere.

giuliana ha detto...

innazitutto prima di scrivere un papiro vediamo se riesco a postare....

giuliana ha detto...

1)Quelli che se la possono permettere (benessere economico) e, nel caso dei ragazzini, quelli che sfuggono al parental control (e ce ne vuole per non capire che tuo figlio sniffa!).

Informo che oggi a causa delle mini-dosi presenti sul mercato a prezzi accessibili, un grammo di coca, che nel 2004 si comprava per 40 euro, oggi ne costa 10-15 (fonte Corriere della Sera). Qundi non sniffa più solo chi se lo può permettere. Per quanto riguarda i ragazzini che sfuggono al parental control, non so cosa dire perchè io non ho figli e quindi non ho esperienza diretta per potermi esprimere. Ma forse è un pò eccessivo sparare a zero sui genitori.

2) I ragazzini di famiglie benestanti in Colombia, invece di spendere soldi per “un pase”, cioè un grammo di coca, preferiscono andare in discoteca e consumare esagerate quantità di alcol. Anche questo è un fenomeno sociale davvero preoccupante, ma pensate che distruggersi il fegato sia come distruggersi il cervello?

Non capisco bene cosa vuoi dire: bere è un fenomeno sociale allarmante allo stesso livello della droga, ora il fatto che l'alcol sia una sostanza legalizzata non cambia le cose, io credo

3)Credo che sia anche una questione di ignoranza: in Italia è il denaro che muove tutto, in Colombia c’è anche un po’ di coscienza.

Questa affermazione significa che anche tu sei una persona la cui vita è mossa completamente dal denaro, correggimi se sbaglio.

4)Il lavoratore della classe bassa colombiana, che guadagna all’incirca 250 dollari al mese preferisce spendere 2 dollari per mangiare, per vestirsi, per comprare sigarette magari, ma non per comprare cocaina!

Il lavoratore italiano che prende 250 euro al mese ( e credo ce ne siano tanti) credo faccia lo stesso.

5) Se apparire è il must di questa nuova cultura io dico NO, GRAZIE, tornerò quando ci sarà di nuovo democrazia, quando non si ucciderà più per idee politiche, quando le persone preferiranno un libro al Grande Fratello.

troppo facile andare via e dire di voler tornare quando e se le cose saranno a posto. la democrazia non si costruisce da sola. le cose non cambiano da sole.

joe.d ha detto...

.....allora rischi di non tornare più in Italia.
ciao

venerdì, maggio 09, 2008

Italia senza valori

So che questo blog è nato per farvi partecipe delle mie avventure oltreoceano, ma la mia sete di libertà di espressione è troppo grande e non ho potuto resistere.

Dopo avervi raccontato come si sta in Argentina e come si vive in Colombia, non posso fare a meno di paragonare il cosiddetto “terzo mondo” alla nostra fiorente Italia. Un’Italia ricca di omertà, nazionalismo, estremismi, menzogne ed eufemismi per mascherare qualcosa che non si vuole chiamare come si dovrebbe. Come si vive bene in un Paese in cui ci si ammazza per questioni politiche e che non fa nulla per livellare le differenze sociali. Teste vuote che inseguono il sogno del Grande Fratello, che vivono per apparire (se lo fanno in tv è anche meglio) e con degli ideali – se così si possono chiamare – che faranno cadere la struttura portante di questa società il cui deterioramento è già cominciato da tempo.

Ma come si fa ad avere nel Paese 15enni che consumano cocaina e a dare la colpa alla Colombia? Si danno giudizi sempre più affrettati e stereotipati, ma nessuno analizza a fondo le due situazioni. Chi è che consuma coca in Italia? Quelli che se la possono permettere (benessere economico) e, nel caso dei ragazzini, quelli che sfuggono al parental control (e ce ne vuole per non capire che tuo figlio sniffa!). E in Colombia invece? Ovviamente non sono dei santi, ma l’uso di sostanze stupefacenti è un fenomeno poco popolare. La Colombia produce, non consuma. Chi ne fomenta la produzione? I suoi fan più accaniti, cioè Stati Uniti ed Europa. I ragazzini di famiglie benestanti in Colombia, invece di spendere soldi per un pase, cioè un grammo di coca, preferiscono andare in discoteca e consumare esagerate quantità di alcol. Anche questo è un fenomeno sociale davvero preoccupante, ma pensate che distruggersi il fegato sia come distruggersi il cervello? Beh, sono scelte di vita, ognuno se la rovina come vuole.

Credo che sia anche una questione di ignoranza: in Italia è il denaro che muove tutto, in Colombia c’è anche un po’ di coscienza. Non dovrebbe essere più tentatore il consumo di coca in Sudamerica dove una dose costa quanto un pasto di un lavoratore? Penso che se fosse così economica in Italia, fra qualche anno ci saranno più centri di disintossicazione che ospedali. Il lavoratore della classe bassa colombiana, che guadagna all’incirca 250 dollari al mese preferisce spendere 2 dollari per mangiare, per vestirsi, per comprare sigarette magari, ma non per comprare cocaina! Qual è la differenza allora? Sinceramente credo che l’italiano non sappia fare il povero. Debiti alle spalle e macchine di lusso ancora da pagare, vestiti firmati e neanche un centesimo nel portafogli. Se apparire è il must di questa nuova cultura io dico NO, GRAZIE, tornerò quando ci sarà di nuovo democrazia, quando non si ucciderà più per idee politiche, quando le persone preferiranno un libro al Grande Fratello.

9 commenti:

Emilia ha detto...

Come non darti ragione???
Poveri noi... ti parla una che in famiglia ha 4 persone tra fratello e cugini che si sono trasferiti all'estero!!!

giulia ha detto...

mmm...very interesting!!a mio parere in Italia nn ci sarà mai democrazia,a meno che nn accada un'insurrezione,magari mazzini resusciterà!!x quanto riguarda la cocaina, se rendessero legale il consumo e la vendita si potrebbero risolvere i problemi economici del nostro "Paese"...una cosa che mi dispiace è che molti giovani novelli laureati decidono di andar via,giustamente,dall'Italia e nn la vivono attivamente...è triste pensare che l'Italia diverrà il paese dei vecchietti e dei mafiosi(e magari degli extra-comunitari, tipo i cinesi che hanno migliaia di negozi in Italia ma nn pagano le tasse...ah, che schifo!!) cmq, annozero docet,eh? ti voglio bene sorellì!!!!!!!!!

giulia ha detto...

ah...ovviamente scherzavo sul fatto della coca!!!

Anita ha detto...

ciao, anch'io mi trovo a Bogotà anche se da poco e sto facendo il mae-crui all'ambasciata.
Ti dò ragione in pieno, tutto verissimo e mi sa che proprio che in Italia non ci torno!

Anita ha detto...

Ciao Laura,in realtà io torno a casa per Natale, però davvero spero di crearmi degli agganci in modo da poter tornare dopo le feste!
No,non vivo oltre la 100, vivo nel Rafaél Nunez, carrera 45 con calle 44, divido un appartamento coi miei amici!
spero di vederti se ci troveremo a bogotà,un bacio y suerte!

Simone D'Antonio ha detto...

Ciao Laura, perdendo tempo su facebook (maledetto) son finito nel tuo profilo e poi sul tuo blog, non posso fare a meno di commentare il tuo post "italia senza valori" non sto a confutare le tue teorie, anche se si fa di tutta l'erba un fascio, semplicemente vorrei chiederti se anzichè dire: "fa schifo, me ne vado", hai mai provato a riflettere su: "fa schifo, che posso fare per renderla meglio ??"
Ami un altro paese, va benissimo, ma non sparare a zero su quello che non hai neanche mai provato a capire.
Ciao e per favore non arrabbiarti con me, non volevo offendere.

giuliana ha detto...

innazitutto prima di scrivere un papiro vediamo se riesco a postare....

giuliana ha detto...

1)Quelli che se la possono permettere (benessere economico) e, nel caso dei ragazzini, quelli che sfuggono al parental control (e ce ne vuole per non capire che tuo figlio sniffa!).

Informo che oggi a causa delle mini-dosi presenti sul mercato a prezzi accessibili, un grammo di coca, che nel 2004 si comprava per 40 euro, oggi ne costa 10-15 (fonte Corriere della Sera). Qundi non sniffa più solo chi se lo può permettere. Per quanto riguarda i ragazzini che sfuggono al parental control, non so cosa dire perchè io non ho figli e quindi non ho esperienza diretta per potermi esprimere. Ma forse è un pò eccessivo sparare a zero sui genitori.

2) I ragazzini di famiglie benestanti in Colombia, invece di spendere soldi per “un pase”, cioè un grammo di coca, preferiscono andare in discoteca e consumare esagerate quantità di alcol. Anche questo è un fenomeno sociale davvero preoccupante, ma pensate che distruggersi il fegato sia come distruggersi il cervello?

Non capisco bene cosa vuoi dire: bere è un fenomeno sociale allarmante allo stesso livello della droga, ora il fatto che l'alcol sia una sostanza legalizzata non cambia le cose, io credo

3)Credo che sia anche una questione di ignoranza: in Italia è il denaro che muove tutto, in Colombia c’è anche un po’ di coscienza.

Questa affermazione significa che anche tu sei una persona la cui vita è mossa completamente dal denaro, correggimi se sbaglio.

4)Il lavoratore della classe bassa colombiana, che guadagna all’incirca 250 dollari al mese preferisce spendere 2 dollari per mangiare, per vestirsi, per comprare sigarette magari, ma non per comprare cocaina!

Il lavoratore italiano che prende 250 euro al mese ( e credo ce ne siano tanti) credo faccia lo stesso.

5) Se apparire è il must di questa nuova cultura io dico NO, GRAZIE, tornerò quando ci sarà di nuovo democrazia, quando non si ucciderà più per idee politiche, quando le persone preferiranno un libro al Grande Fratello.

troppo facile andare via e dire di voler tornare quando e se le cose saranno a posto. la democrazia non si costruisce da sola. le cose non cambiano da sole.

joe.d ha detto...

.....allora rischi di non tornare più in Italia.
ciao