Pensavo che ormai l’avventura nella regione di Caldas fosse ormai terminata, ma mi sbagliavo di grosso.
Ieri le tanto anelate terme mi hanno delusa, tanto per cambiare. Chiamano piscina termale una vasca da bagno in pessime condizioni sul retro di un hotel costruito forse più di 50 anni fa, quando a percorrere quelle stradine di montagna piene di fango e pietre erano solamente gli asini. La precarietà dell'hotel, denominato hotel solo per convenzione, non era nulla in confronto alla sciattezza del personale e alla decadenza delle strutture. L'odore di uovo marcio di certo non rendeva l’ambiente più gradevole. Dopo il pranzo hanno suggerito ai turisti di immergersi nelle acque termali, sarebbe stato rigenerante… beh, io con la paura di una congestione per il contrasto tra la temperatura esterna che sfiorava i 2 gradi e quella dell’acqua che si aggirava intorno ai 20°/25°C sono rimasta col mio cappottino ad osservare un mare di corpi immergersi in quella piscina per poi uscire e tremare col freddo delle 4 del pomeriggio.
Il ritorno al paesino di Manizales è stato peggiore dell’andata, il centro ancora in festa era intasato, strade chiuse, concerti in tutte le piazze, non si trovavano taxi; quando finalmente ci siamo stese sul letto non riuscivamo a crederci, è stato il giorno più lungo del nostro viaggio, l’unica cosa a cui pensavamo era dormire e prendere il bus per Bogotá la mattina seguente.
Siamo arrivate qui alla stazione degli autobus di Manizales in tempo per prendere il bus dell 10, biglietto che avevamo comprato una settimana prima. Saliamo sul bus ma c’è un problema: due passeggeri hanno i nostri posti assegnati. Dopo aver discusso per una decina di minuti con i responsabili della compagnia ci fanno scendere dal bus: i nostri biglietti erano per la corsa delle 9 del mattino! Non hanno posti prima di martedì, la mia amica deve lavorare domani, io non voglio rimanere un minuto di più in questo paesino che diventa sempre più insicuro.
Non vi ho detto che questo fine settimana è l’ultimo ponte per le famiglie colombiane prima del rientro dalle vacanze natalizie, quindi immaginatevi la confusione e il traffico tra trasporti aerei e terrestri!
Noi dobbiamo tornare oggi a Bogotá in un modo o nell’altro, per fortuna un dipendente estremamente gentile ha preso a cuore il nostro caso e ci ha trovato due posti sul bus delle 13.30 e fino a Bogotà sono 9 ore… mi correggo, sarà questo il giorno più lungo del nostro viaggio.
2 commenti:
ciao Laura,scusami ma ho letto solo da pochissimo il tuo commento sul mio blog.Io sono ancora a Bogotà perche' mi hanno assunta in Ambasciata dopo lo stage.Se mi vuoi scrivere per vederci la mia mail è walkincontraddiction@hotmail.com a presto,un bacio,anita!
Grazie per essere passata dalle mie parti, ti ho risposto sul mio blog. E buona, buonissima permanenza in Colombia. (editoinproprio)
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