Quando arrivi in un posto nuovo le prime persone con cui vuoi condividere le tue prime esperienze in terra straniera sono gli autoctoni, o almeno per me è così. Se sei fuori dall'Italia non cerchi italiani - se sono andata via dal mio Paese ci sarà pure un motivo. In Argentina non cercavo italiani e me li ritrovavo sempre fra i piedi, in Colombia non li ho mai cercati, ma a quanto pare c'è stata un'attrazione involontaria con la comunità italiana di Bogotà.
Neanche l'ambiente internazionale mi sembra stimolante: e basta vedere lo spagnolo che prepara sangria in ogni festa, il francese che si fa le canne, il tedesco che ha un'insolazione dopo mezz'ora di esposizione ai raggi UV, l'inglese che vuole solo ubriacarsi e i viaggiatori provenienti dall'europa orientale che masticano (e sputano) parole in spagnolo mal pronunciate e difficili da comprendere.
In Colombia non c'è un così vasto assortimento di razze, però di gringos ce ne sono quanti ne vuoi. E io mi chiedo: ma perché devo andare a una festa di americani che stanno qui solo per divertirsi e che cercano di copiare usi e costumi colombiani ma non ce la possono fare?? Il finale è sempre lo stesso, si ubriacano come scimmie dopo aver fallito nell'intento di ballare una salsa o qualche altro tipo di danza locale. Beh, a questo punto preferisco l'originale e non la copia.
Difatti, da quasi tre mesi sono circondata esclusivamente da colombiani, senonché il mio nuovo lavoro mi ha "costretta" a degli incontri ravvicinati con i miei connazionali e vi dirò la verità, non è poi così male. Però lo spirito è diverso, non è come stare con un italiano in vacanza che rimane attaccato ancora ai sapori di casa, alle sue abitudini, che chiama la mamma tutti i giorni, ecc... no, le persone che sono qui hanno fatto una scelta di vita, hanno scelto di abbandonare il loro Paese per vivere in un posto migliore per alcuni aspetti, ed è bello confrontarsi con loro, scoprire cosa si sente e come si sentono, ritrovarsi a condividere gusti, idee e opinioni, è come se la nostalgia di casa si sublimasse in questo gruppo misto di italiani provenienti dai paesini più sperduti della penisola. It feels good.
Anche se uno straniero in terra straniera sentirà sempre la mancanza del suo Paese, cose come queste alleviano la malinconia e ti rassicurano, perché ti rendi conto che non sei l'unico folle ad aver scelto di vivere in un Paese del terzo mondo.
2 commenti:
avrei voluto scoprirlo prima questo blog! Complimenti Laura!
Grazie lara! ultimamente non sto scrivendo molto perché non ho tempo...ma mi fa piacere avere una nuova lettrice!
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