martedì, aprile 14, 2009

Necoclì (il villaggio)

Quest'anno Necoclì compie 500 anni dalla sua nascita e la sua evidente arretratezza ne è la prova, sembra che non siano state realizzate opere architettoniche dalla sua fondazione, forse hanno solamente buttato un po' di cemento per mettere su l'unico BANCOMAT del paese.

La famiglia che ci ospitò fu gentilissima e disponibile sin dal primo momento, nonostante l'estrema umiltà in cui era avvolta la loro casa: 3 grandi stanze una dopo l'altra e un bagno adiacente all'ultima costituivano la loro dimora. I muri vecchi e ormai rovinati scandivano lo spazio tra gli ambienti aperti, non esistevano porte, tranne quella dell'ingresso; ciò che creava un briciolo di privacy erano solamente delle tendine trasparenti che venivano sempre tirate su perché si moriva dal caldo e non soffiava neanche un filo d'aria. Non c'era acqua corrente, ma si usava l'acqua del pozzo, per lavarsi i denti invece, quella in bottiglia; la doccia era un tubicino dal quale usciva un getto d'acqua che non era neanche comparabile al rubinetto della cucina di casa mia; ovviamente lo scaldabagno non esisteva, quindi di mattina l'acqua era fredda e di sera si intiepidiva un po' grazie ai 38 gradi costanti della giornata. Vi dico tutto questo per farvi capire quanto la modestia della loro casa fosse direttamente proporzionale al loro senso di ospitalità e buon cuore.

Il paese non ha strade asfaltate, ma terra; poche macchine, molte moto, ancora di più mototaxi; di spiagge e vegetazione tropicale ce n'è quante ne volete e la gente che beve birra sulla spiaggia non è affatto un fenomeno raro - io non capisco questa mania dei colombiani di bere birra in spiaggia sotto il sole amaro - e frutta frutta frutta tropicale a volontà offerta da venditori ambulanti paragonabili ai nostri 'vucumprà', solo che qui non vendono braccialetti, anzi, a ora di pranzo ti vendono anche un ceviche (cocktail di gamberi) che ti preparano al momento. Ero arrivata in paradiso.

0 commenti:

martedì, aprile 14, 2009

Necoclì (il villaggio)

Quest'anno Necoclì compie 500 anni dalla sua nascita e la sua evidente arretratezza ne è la prova, sembra che non siano state realizzate opere architettoniche dalla sua fondazione, forse hanno solamente buttato un po' di cemento per mettere su l'unico BANCOMAT del paese.

La famiglia che ci ospitò fu gentilissima e disponibile sin dal primo momento, nonostante l'estrema umiltà in cui era avvolta la loro casa: 3 grandi stanze una dopo l'altra e un bagno adiacente all'ultima costituivano la loro dimora. I muri vecchi e ormai rovinati scandivano lo spazio tra gli ambienti aperti, non esistevano porte, tranne quella dell'ingresso; ciò che creava un briciolo di privacy erano solamente delle tendine trasparenti che venivano sempre tirate su perché si moriva dal caldo e non soffiava neanche un filo d'aria. Non c'era acqua corrente, ma si usava l'acqua del pozzo, per lavarsi i denti invece, quella in bottiglia; la doccia era un tubicino dal quale usciva un getto d'acqua che non era neanche comparabile al rubinetto della cucina di casa mia; ovviamente lo scaldabagno non esisteva, quindi di mattina l'acqua era fredda e di sera si intiepidiva un po' grazie ai 38 gradi costanti della giornata. Vi dico tutto questo per farvi capire quanto la modestia della loro casa fosse direttamente proporzionale al loro senso di ospitalità e buon cuore.

Il paese non ha strade asfaltate, ma terra; poche macchine, molte moto, ancora di più mototaxi; di spiagge e vegetazione tropicale ce n'è quante ne volete e la gente che beve birra sulla spiaggia non è affatto un fenomeno raro - io non capisco questa mania dei colombiani di bere birra in spiaggia sotto il sole amaro - e frutta frutta frutta tropicale a volontà offerta da venditori ambulanti paragonabili ai nostri 'vucumprà', solo che qui non vendono braccialetti, anzi, a ora di pranzo ti vendono anche un ceviche (cocktail di gamberi) che ti preparano al momento. Ero arrivata in paradiso.

0 commenti: