giovedì, gennaio 28, 2010

Il vertiginoso divario della società bogotana

Sono giunta ad una tappa inaspettata della mia convivenza con questo popolo talmente lusingato dalla sottoscritta, che ormai penserete che siano degli angeli scesi in terra. Beh, è arrivato il momento di deludervi. Nonostante abbia ripetuto milioni di volte che i colombiani sono persone oneste, gentili ed estremamente altruiste, solo ora sto conoscendo il risvolto della medaglia.

Lavoro in una scuola in cui il papà del bambino più sfigato è primo segretario in qualche ambasciata di un Paese X, mentre quello più fortunato (dipende dai punti di vista) è un politico. Dopo aver osservato a lungo i miei alunni tredicenni, sono giunta alla triste conclusione che la loro visione distorta della realtà è sintomo di un morbo incurabile di questa società: la stratificazione.

A Bogotà non esistono le classi sociali, ma gli strati. Dall'1 al 6. I primi hanno soldi per comprare a malapena un po' di riso e patate per una zuppa, mentre gli ultimi hanno la domestica 7 giorni su 7, vanno tutti i fine settimana al ristorante e viaggiano continuamente. Difficilmente i primi hanno contatto con gli ultimi e viceversa. Anche la città è divisa a strati: ogni quartiere ha il suo strato, in cui vivrà gente di quello strato e pagherà le bollette di quello strato. Sì, infatti i servizi pubblici hanno costi diversi dipendendo dallo status sociale. Una bolletta di internet e telefono, tariffa flat, in uno strato 3 costa 40000 pesos (13 euro), in uno strato 6 potrebbe arrivare a costarne 130000 di pesos (45 euro). Da un certo punto di vista è una buona soluzione per le classi meno abbienti per evitare di farli rimanere senza luce, acqua o telefono per colpa di una bolletta non pagata; ma da un altro punto di vista, questo metodo rinforza il divario sociale già nettamente presente in questa città.

Quando sento i miei alunni parlare mi ritengo sempre più fortunata di essere nata e cresciuta in una società in cui le differenze, seppur presenti, non sono così nitidamente marcate. Chiedo loro di descrivere un viaggio che hanno fatto in autobus o in treno, parlare delle sensazioni alla vista del paesaggio fuori dal finestrino.... Reazioni: lo posso fare dal finestrino dell'aereo? Non ho mai viaggiato in autobus -.- 13 anni, accuditi dalla domestica, viziati come dei principini e con un enorme bisogno di affetto perché i genitori non ci sono mai: questi sono i bambini di strato 6.

I rappresentanti degli strati più alti non salirebbero mai su un autobus: l'incontro con gli strati più bassi sarebbe troppo ravvicinato, loro vanno in taxi o secondo i casi, in macchina. Hanno parenti in Europa, negli USA, da qualche parte nel mondo in cui secondo loro si sta meglio, hanno una via di scampo, sanno dove poter andare se le cose si mettono male. Tuttavia sono più che certa che il colombiano di strato 6 che arriva in Europa non resiste più di un mese o se resiste, soffre: non può permettersi la donna in casa tutti i giorni, non può andare dalla parrucchiera/estetista tutte le settimane, non può andare al ristorante tutti i fine settimana e di cucinare non ne è capace, quindi andrà avanti a scatolette o cibo surgelato, nel migliore dei casi mangerà pizza tutte le sere e per finire, non ha spirito di adattamento in situazioni problematiche. Ribadisco che sono contenta di aver ricevuto una formazione culturale ben diversa.

Devo ammettere che per un periodo ho fatto parte anch'io di questa comunità di schizzinosi, a volte è piacevole godersi la vita e togliersi qualche sfizio, ma dopo un po' stanca: l'ambiente richiede un look impeccabile mattina e sera, trucco obbligatorio, manicure sempre appena fatta, capelli non ne parliamo, pancia in dentro e petto in fuori mentre cammini, slang della strada proibito nel parlare, argomenti tabù fuori discussione, i temi di conversazione spaziano dall'ultimo acquisto di un paio di scarpe italiane su internet alla vendita di un appartamento, dal nuovo ristorante che hanno aperto nella zona rosa al viaggio per le vacanze di Pasqua. Ma basta, non ne posso più! Ultimamente preferisco le schitarrate italiane in casa di amici e i prosciutti e i formaggi portati da conoscenti contrabbandieri, milieu molto più genuino e fuori dalla portata dell'alta società bogotana, non perché non se lo possa permettere, ma semplicemente perché pensa che un formaggio stagionato sia roba vecchia andata a male.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Interessante questo tuo sguardo sulla societa' colombiana, anzi direi io sulla societa' bogotana... facendo riferimento ai tuoi alunni su certi colombiani adolescenti di classe abbastanza agiata. Penso comunque che sia un commento appassionato e carico di delusione. I colombiani non siamo/siano un popolo beato ne' cattivo, anzi siamo un popolo come tutti, complesso, con tanti tanti difetti e tante qualita'...
In un contesto di iniquita' tale, i tuoi allievi sono certamente ragazzi fortunati. Comunque penso che la loro vita non sia da caricaturizzare. Lo sguardo manicheo fa vedere una societa' in bianco/nero e penso che dopo un soggiorno li' si capisce che sia ben piu' complesso...

Laurita ha detto...

Caro anonimo, grazie per il commento, anche se non posso negare che muoio dalla curiosità di conoscere la tua storia, visto che ti includi tra i colombiani ma parli benissimo la mia lingua...
So benissimo che non è tutto bianco e nero, le sfumature ci sono e come! Ho voluto solamente sottolineare il fatto che in realtà non è tutto oro quel che luccica, visto che finora non ho fatto altro che adulare la Colombia in tutti i suoi aspetti. Penso sia uno spaccato della società abbastanza oggettivo, magari in un prossimo post parlerò delle sue sfumature...

Anonimo ha detto...

laura mi sembra che il tuo sgurdo ala societa colombiana e molto buono mi piace molto avere trobato questo luogo mi sembra che i tuoi scriti sono molto interesanti

Anonimo ha detto...

Credo che il tuo commento non spiega la società colombiana come é realmente e non é come il testo ci dice in nessun aspetto, perché siamo un po 'di classe, ma ci siamo arrivati a quel punto? ... Credo che diversi pensieri allora si, ma il suo concetto non è così ampio per descrivere le persone buone che sono colombiani

Laurita ha detto...

Caro anonimo, non sono sicura di aver capito quello che vuoi dire (siamo un po' di classe, ci siamo arrivati a quel punto....??), ma il mio è solo uno spaccato della società in cui sto vivendo. Non generalizzo e non dico affatto che i colombiani non siano delle persone stupende - l'avrai capito leggendo i miei post precedenti - non voglio offendere nessuno, ma la libertà d'espressione esiste ancora, vero?

Anonimo ha detto...

clarisimo!! in realta mi sembra stupenda la forma in cui poi esprimenti... io sono vissuto a bogota 2 anni e mi sembra che i colombiani sono delle persone incredibili ma non comparto i tuoi criteri e se questo e un blog nel quale e permesso srivere credo che tanto io come tutto il resto possiamo scrivere quelo che vogliamo !

giovedì, gennaio 28, 2010

Il vertiginoso divario della società bogotana

Sono giunta ad una tappa inaspettata della mia convivenza con questo popolo talmente lusingato dalla sottoscritta, che ormai penserete che siano degli angeli scesi in terra. Beh, è arrivato il momento di deludervi. Nonostante abbia ripetuto milioni di volte che i colombiani sono persone oneste, gentili ed estremamente altruiste, solo ora sto conoscendo il risvolto della medaglia.

Lavoro in una scuola in cui il papà del bambino più sfigato è primo segretario in qualche ambasciata di un Paese X, mentre quello più fortunato (dipende dai punti di vista) è un politico. Dopo aver osservato a lungo i miei alunni tredicenni, sono giunta alla triste conclusione che la loro visione distorta della realtà è sintomo di un morbo incurabile di questa società: la stratificazione.

A Bogotà non esistono le classi sociali, ma gli strati. Dall'1 al 6. I primi hanno soldi per comprare a malapena un po' di riso e patate per una zuppa, mentre gli ultimi hanno la domestica 7 giorni su 7, vanno tutti i fine settimana al ristorante e viaggiano continuamente. Difficilmente i primi hanno contatto con gli ultimi e viceversa. Anche la città è divisa a strati: ogni quartiere ha il suo strato, in cui vivrà gente di quello strato e pagherà le bollette di quello strato. Sì, infatti i servizi pubblici hanno costi diversi dipendendo dallo status sociale. Una bolletta di internet e telefono, tariffa flat, in uno strato 3 costa 40000 pesos (13 euro), in uno strato 6 potrebbe arrivare a costarne 130000 di pesos (45 euro). Da un certo punto di vista è una buona soluzione per le classi meno abbienti per evitare di farli rimanere senza luce, acqua o telefono per colpa di una bolletta non pagata; ma da un altro punto di vista, questo metodo rinforza il divario sociale già nettamente presente in questa città.

Quando sento i miei alunni parlare mi ritengo sempre più fortunata di essere nata e cresciuta in una società in cui le differenze, seppur presenti, non sono così nitidamente marcate. Chiedo loro di descrivere un viaggio che hanno fatto in autobus o in treno, parlare delle sensazioni alla vista del paesaggio fuori dal finestrino.... Reazioni: lo posso fare dal finestrino dell'aereo? Non ho mai viaggiato in autobus -.- 13 anni, accuditi dalla domestica, viziati come dei principini e con un enorme bisogno di affetto perché i genitori non ci sono mai: questi sono i bambini di strato 6.

I rappresentanti degli strati più alti non salirebbero mai su un autobus: l'incontro con gli strati più bassi sarebbe troppo ravvicinato, loro vanno in taxi o secondo i casi, in macchina. Hanno parenti in Europa, negli USA, da qualche parte nel mondo in cui secondo loro si sta meglio, hanno una via di scampo, sanno dove poter andare se le cose si mettono male. Tuttavia sono più che certa che il colombiano di strato 6 che arriva in Europa non resiste più di un mese o se resiste, soffre: non può permettersi la donna in casa tutti i giorni, non può andare dalla parrucchiera/estetista tutte le settimane, non può andare al ristorante tutti i fine settimana e di cucinare non ne è capace, quindi andrà avanti a scatolette o cibo surgelato, nel migliore dei casi mangerà pizza tutte le sere e per finire, non ha spirito di adattamento in situazioni problematiche. Ribadisco che sono contenta di aver ricevuto una formazione culturale ben diversa.

Devo ammettere che per un periodo ho fatto parte anch'io di questa comunità di schizzinosi, a volte è piacevole godersi la vita e togliersi qualche sfizio, ma dopo un po' stanca: l'ambiente richiede un look impeccabile mattina e sera, trucco obbligatorio, manicure sempre appena fatta, capelli non ne parliamo, pancia in dentro e petto in fuori mentre cammini, slang della strada proibito nel parlare, argomenti tabù fuori discussione, i temi di conversazione spaziano dall'ultimo acquisto di un paio di scarpe italiane su internet alla vendita di un appartamento, dal nuovo ristorante che hanno aperto nella zona rosa al viaggio per le vacanze di Pasqua. Ma basta, non ne posso più! Ultimamente preferisco le schitarrate italiane in casa di amici e i prosciutti e i formaggi portati da conoscenti contrabbandieri, milieu molto più genuino e fuori dalla portata dell'alta società bogotana, non perché non se lo possa permettere, ma semplicemente perché pensa che un formaggio stagionato sia roba vecchia andata a male.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Interessante questo tuo sguardo sulla societa' colombiana, anzi direi io sulla societa' bogotana... facendo riferimento ai tuoi alunni su certi colombiani adolescenti di classe abbastanza agiata. Penso comunque che sia un commento appassionato e carico di delusione. I colombiani non siamo/siano un popolo beato ne' cattivo, anzi siamo un popolo come tutti, complesso, con tanti tanti difetti e tante qualita'...
In un contesto di iniquita' tale, i tuoi allievi sono certamente ragazzi fortunati. Comunque penso che la loro vita non sia da caricaturizzare. Lo sguardo manicheo fa vedere una societa' in bianco/nero e penso che dopo un soggiorno li' si capisce che sia ben piu' complesso...

Laurita ha detto...

Caro anonimo, grazie per il commento, anche se non posso negare che muoio dalla curiosità di conoscere la tua storia, visto che ti includi tra i colombiani ma parli benissimo la mia lingua...
So benissimo che non è tutto bianco e nero, le sfumature ci sono e come! Ho voluto solamente sottolineare il fatto che in realtà non è tutto oro quel che luccica, visto che finora non ho fatto altro che adulare la Colombia in tutti i suoi aspetti. Penso sia uno spaccato della società abbastanza oggettivo, magari in un prossimo post parlerò delle sue sfumature...

Anonimo ha detto...

laura mi sembra che il tuo sgurdo ala societa colombiana e molto buono mi piace molto avere trobato questo luogo mi sembra che i tuoi scriti sono molto interesanti

Anonimo ha detto...

Credo che il tuo commento non spiega la società colombiana come é realmente e non é come il testo ci dice in nessun aspetto, perché siamo un po 'di classe, ma ci siamo arrivati a quel punto? ... Credo che diversi pensieri allora si, ma il suo concetto non è così ampio per descrivere le persone buone che sono colombiani

Laurita ha detto...

Caro anonimo, non sono sicura di aver capito quello che vuoi dire (siamo un po' di classe, ci siamo arrivati a quel punto....??), ma il mio è solo uno spaccato della società in cui sto vivendo. Non generalizzo e non dico affatto che i colombiani non siano delle persone stupende - l'avrai capito leggendo i miei post precedenti - non voglio offendere nessuno, ma la libertà d'espressione esiste ancora, vero?

Anonimo ha detto...

clarisimo!! in realta mi sembra stupenda la forma in cui poi esprimenti... io sono vissuto a bogota 2 anni e mi sembra che i colombiani sono delle persone incredibili ma non comparto i tuoi criteri e se questo e un blog nel quale e permesso srivere credo che tanto io come tutto il resto possiamo scrivere quelo che vogliamo !