È ben noto, ormai, che il lavoro di traduttore è alla portata di tutte le allodole convinte che, parlando fluentemente due o più lingue e possedendone una conoscenza grammaticale approssimativa, siano in grado di inoltrarsi nella foresta delle traduzioni. Poveri illusi. È proprio così che si creano i maggiori equivoci, cioè trasferendo le informazioni dal testo di partenza a quello di arrivo senza cognizione di causa.
Il lavoro del traduttore, infatti, non consiste in una mera trasposizione del significato da una lingua ad un'altra, bensì si tratta di una vera e propria riformulazione – in un'altra lingua (target language) – di concetti impliciti nell’espressione da tradurre. A questo proposito bisogna puntare il dito anche contro coloro che credono nei dizionari bilingue come nella Bibbia: una parola decontestualizzata non potrà mai essere la soluzione migliore per una traduzione accurata. È come fidarsi del traduttore di Google, il peggior nemico dei professionisti della parola.
Se la traduzione ha come destinatario un amico che deve scrivere una tesi o che deve riuscire a decifrare un maledetto libretto d'istruzioni scritto solamente in inglese o giapponese, possiamo anche accettare versioni amatoriali di traduttori in erba; ma se l’argomento è un po’ più specifico, si comincia ad avere qualche problema, proprio come nel caso delle traduzioni legali.
Non basta affidarsi a un glossario e/o dizionario giuridico per tradurre un testo di carattere legale, ma è necessario conoscere in primo luogo gli attrezzi del mestiere e poi sapere anche di diritto, che non guasta mai, anzi! Per quanto riguarda la traduzione di molte istituzioni ufficiali, infatti, una traduzione letterale appare molte volte limitativa e spesso equivoca. Per questo è indispensabile tener conto della legislazione del Paese per cui stiamo traducendo e conoscere i suoi vari organi politici e amministrativi.
La superficialità e l’inesperienza in fatto di traduzioni giuridiche può generare enormi malintesi che diventeranno poi fonte di gravi conseguenze, il titolo ne è un esempio. Non so quanti di voi abbiano dimestichezza con il lessico giuridico anglosassone, ma qualsiasi traduttore competente sa che sentence non è affatto la traduzione di sentenza, ma di pena, particolare che potrebbe tranquillamente sfuggire al traduttore spavaldo alle prime armi. Ora immaginatevi la situazione in un'aula di tribunale in cui venga confusa la decisione del giudice con la pena da scontare: il povero imputato rimarrebbe alquanto interdetto e sicuramente perplesso.
È per questo motivo che una traduzione legale deve sempre essere avvalorata da un giurista, avvocato, professionista o esperto in materia per evitare spiacevoli inconvenienti e rischiare che il messaggio originale non arrivi al suo destinatario come dovrebbe, ma con involontarie distorsioni semantiche provocate dall’imperizia di pseudo-traduttori auto-incoronatisi come professionisti del mestiere.
3 commenti:
sei tu la mia paladina della traduzione corretta!
grazie mi amollll!!!!
good
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