martedì, aprile 05, 2011

Bogotà reloaded

A distanza di un anno torno a fare visita al mio caro vecchio diario elettronico. Ne è passata di acqua sotto i ponti e ne sono caduti di diluvi qui in città, tanto da lavar via l'entusiasmo che avevo non appena arrivata in questo Paese che spesso e volentieri definivo "mistico".


Il clima uggioso e instabile di Bogotà di certo non aiuta a migliorare il mio umore, la voglia di casa e di famiglia si fanno sentire sempre di più e nonostante tutto, continuo a essere combattuta: la bella vita da sudamericana media irrorata da un forzato perbenismo o la spensieratezza italiana senza la garanzia di un lavoro fisso?

Mah, non lo so neanch'io… ma la cosa certa è che non sopporto più il traffico di Bogotà, lo smog, i ritardi, le scuse banali dopo 45 minuti di attesa su una panchina di sera, la falsità della gente, la camicia di forza delle classi sociali, il finto pudore delle donne, la pioggia ogni giorno, i viaggi di 2 ore che poi diventano 4, dover organizzare la mia giornata tra le 2 e le 5 del pomeriggio per evitare di passare minimo 2 ore su un mezzo di trasporto pubblico… potrei continuare all'infinito, ma un'amica una volta mi ha detto di non pensare alle cose che non sopporto, ma a quelle che mi fanno stare bene, di volgere tutto al positivo e di non usare le negazioni.

NON posso NON usare negazioni, NON è da me, NON è da italiani, NON è bello accontentarsi, se NON ci lamentiamo NON otteniamo nulla, penso che a volte sia anche una motivazione personale. Mi lamento così magari mi verrà in mente di cambiare le cose, qualcosa, qualsiasi cosa.

Oggi c'era il sole, ho comprato della frutta che non esiste in Italia e fra due settimane parto per San Andrés. Se questo mi fa stare bene sono messa male?

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martedì, aprile 05, 2011

Bogotà reloaded

A distanza di un anno torno a fare visita al mio caro vecchio diario elettronico. Ne è passata di acqua sotto i ponti e ne sono caduti di diluvi qui in città, tanto da lavar via l'entusiasmo che avevo non appena arrivata in questo Paese che spesso e volentieri definivo "mistico".


Il clima uggioso e instabile di Bogotà di certo non aiuta a migliorare il mio umore, la voglia di casa e di famiglia si fanno sentire sempre di più e nonostante tutto, continuo a essere combattuta: la bella vita da sudamericana media irrorata da un forzato perbenismo o la spensieratezza italiana senza la garanzia di un lavoro fisso?

Mah, non lo so neanch'io… ma la cosa certa è che non sopporto più il traffico di Bogotà, lo smog, i ritardi, le scuse banali dopo 45 minuti di attesa su una panchina di sera, la falsità della gente, la camicia di forza delle classi sociali, il finto pudore delle donne, la pioggia ogni giorno, i viaggi di 2 ore che poi diventano 4, dover organizzare la mia giornata tra le 2 e le 5 del pomeriggio per evitare di passare minimo 2 ore su un mezzo di trasporto pubblico… potrei continuare all'infinito, ma un'amica una volta mi ha detto di non pensare alle cose che non sopporto, ma a quelle che mi fanno stare bene, di volgere tutto al positivo e di non usare le negazioni.

NON posso NON usare negazioni, NON è da me, NON è da italiani, NON è bello accontentarsi, se NON ci lamentiamo NON otteniamo nulla, penso che a volte sia anche una motivazione personale. Mi lamento così magari mi verrà in mente di cambiare le cose, qualcosa, qualsiasi cosa.

Oggi c'era il sole, ho comprato della frutta che non esiste in Italia e fra due settimane parto per San Andrés. Se questo mi fa stare bene sono messa male?

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