lunedì, dicembre 19, 2011

Il cioccolato

Ho sempre saputo che la lavorazione del cioccolato fosse un'arte, ma qui a Bruxelles ne ho avuto conferma. Cioccolaterie ogni 50 metri per le strade del centro lasciano spazio solamente a piccole boutique di alta pasticceria, un trionfo di colori e profumi, musica per gli occhi e spettacolo per le narici. Vetrine addobbate come gioiellerie in cui gli articoli esposti non hanno nulla da invidiare a oro e diamanti, sia per la loro raffinata qualità che per il prezzo. 
Fiocchi, fiori, nastri, colori, porporina, scatole, scatolette, cucchiaini e stecchini adornavano migliaia di varietà di praline e barrette di cioccolato. Delicate sfoglie di cacao andavano a disegnare alberi di Natale, sfere e quant'altro ricordasse il periodo natalizio. E' uno spettacolo affascinante quello delle cioccolaterie e dei venditori che maneggiano con estrema delicatezza quei piccoli gioielli di gusto; altrettanto stupefacente, però, è vedere un maître chocolatier all'opera. 
La cura, la passione e la maestria con cui armeggia nel suo laboratorio mi hanno lasciata a bocca aperta. E' stato al museo del cioccolato che ho avuto modo di assistere a una dimostrazione "dal vivo"di lavorazione del cioccolato.
Ho adorato quell'uomo ultra 60enne che faceva il suo lavoro da tutta una vita, tramandando per generazioni non solo una professione, ma un'arte, una passione, un amore. La temperatura e la consistenza, gli stampi e le percentuali di burro di cacao, la creatività e il gusto di quel liquido afrodisiaco che riesce a prendere qualsiasi forma nelle mani esperte di un maître chocolatier.
Inutile dire che questa è stata la ciliegina sulla torta del mio week-end, molto più esaltante, a mio parere, di uno spettacolo notturno di laser riflessi sulla cattedrale nella piazza principale, gelido, vuoto e piatto.

Errata corrige

Ok, come non detto: non sono attratta dai Paesi Nordici. Purtroppo il freddo non è ancora contemplato nella lista di cose che riesco a sopportare. Tuttavia, la città offre dei bei panorami ed è culturalmente molto movimentata; in soli due giorni ho visitato il museo di Magritte (vale veramente la pena), quello del cioccolato (ci ho trascinato la mia amica), quello della musica (mi ci ha trascinato lei) e del bambino che piscia (mah)… in realtà non si chiama così, ma pare sia diventato famoso proprio per la popolare statuetta belga che rappresenta un bambino colto in flagranti durante la minzione.
Per le strade il profumo dei waffles si alterna all'odore di fritto delle patatine e ai crauti preparati in ogni modo, non esattamente quello che le mie narici definiscono 'delizia'.
E poi c'è lui, il protagonista delle vetrine, il miglior regalo per tutti, il re delle miscele di cacao, il più grande generatore di felicità: il cioccolato.

venerdì, dicembre 16, 2011

Neve e cozze

La prima nevicata di quest'anno mi è toccata vederla a Bruxelles. Vi dirò, contrariamente a ciò che ho sempre affermato, la neve ha un non so che di affascinante.
La sorpresa all'aeroporto di Charleroi è stata grande, soprattutto per la mia leggerezza nella scelta dell'abbigliamento, un po' per pigrizia e un po' perché non uso roba veramente pesante da anni; beh, oggi, mentre tremavo, sbattevo i denti e fissavo un'altra sventurata italiana alla fermata del bus pensando "macchimelhafattofare" ho capito che in alcune situazioni mantenere la propria temperatura corporea è indispensabile!
Dopo aver passato 80 minuti fuori dall'aeroporto ad aspettare il bus che mi avrebbe portato in città, sono finalmente riuscita a raggiungere la mia amica in hotel, situato in pieno centro e a due passi dai ristoranti più tipici della città.
Prima cena in una taverna che ricorda molto i tapas bar spagnoli, in cui ho scoperto che il piatto più tradizionale qui sono le cozze! L'italiano medio, però, si rifiuterebbe di mangiarle alla maniera belga: gratinate con formaggio e contorno di patatine fritte (le protagoniste della cucina belga) e per pasteggiare l'immancabile birra locale!
Sono stanca, un po' stordita dalla birra e ancora infreddolita, ma questo weekend potrebbe rivelarsi più interessante di quanto pensi. Chi lo sa, magari scopro di essere attratta dai Paesi nordici...

lunedì, dicembre 19, 2011

Il cioccolato

Ho sempre saputo che la lavorazione del cioccolato fosse un'arte, ma qui a Bruxelles ne ho avuto conferma. Cioccolaterie ogni 50 metri per le strade del centro lasciano spazio solamente a piccole boutique di alta pasticceria, un trionfo di colori e profumi, musica per gli occhi e spettacolo per le narici. Vetrine addobbate come gioiellerie in cui gli articoli esposti non hanno nulla da invidiare a oro e diamanti, sia per la loro raffinata qualità che per il prezzo. 
Fiocchi, fiori, nastri, colori, porporina, scatole, scatolette, cucchiaini e stecchini adornavano migliaia di varietà di praline e barrette di cioccolato. Delicate sfoglie di cacao andavano a disegnare alberi di Natale, sfere e quant'altro ricordasse il periodo natalizio. E' uno spettacolo affascinante quello delle cioccolaterie e dei venditori che maneggiano con estrema delicatezza quei piccoli gioielli di gusto; altrettanto stupefacente, però, è vedere un maître chocolatier all'opera. 
La cura, la passione e la maestria con cui armeggia nel suo laboratorio mi hanno lasciata a bocca aperta. E' stato al museo del cioccolato che ho avuto modo di assistere a una dimostrazione "dal vivo"di lavorazione del cioccolato.
Ho adorato quell'uomo ultra 60enne che faceva il suo lavoro da tutta una vita, tramandando per generazioni non solo una professione, ma un'arte, una passione, un amore. La temperatura e la consistenza, gli stampi e le percentuali di burro di cacao, la creatività e il gusto di quel liquido afrodisiaco che riesce a prendere qualsiasi forma nelle mani esperte di un maître chocolatier.
Inutile dire che questa è stata la ciliegina sulla torta del mio week-end, molto più esaltante, a mio parere, di uno spettacolo notturno di laser riflessi sulla cattedrale nella piazza principale, gelido, vuoto e piatto.

Errata corrige

Ok, come non detto: non sono attratta dai Paesi Nordici. Purtroppo il freddo non è ancora contemplato nella lista di cose che riesco a sopportare. Tuttavia, la città offre dei bei panorami ed è culturalmente molto movimentata; in soli due giorni ho visitato il museo di Magritte (vale veramente la pena), quello del cioccolato (ci ho trascinato la mia amica), quello della musica (mi ci ha trascinato lei) e del bambino che piscia (mah)… in realtà non si chiama così, ma pare sia diventato famoso proprio per la popolare statuetta belga che rappresenta un bambino colto in flagranti durante la minzione.
Per le strade il profumo dei waffles si alterna all'odore di fritto delle patatine e ai crauti preparati in ogni modo, non esattamente quello che le mie narici definiscono 'delizia'.
E poi c'è lui, il protagonista delle vetrine, il miglior regalo per tutti, il re delle miscele di cacao, il più grande generatore di felicità: il cioccolato.

venerdì, dicembre 16, 2011

Neve e cozze

La prima nevicata di quest'anno mi è toccata vederla a Bruxelles. Vi dirò, contrariamente a ciò che ho sempre affermato, la neve ha un non so che di affascinante.
La sorpresa all'aeroporto di Charleroi è stata grande, soprattutto per la mia leggerezza nella scelta dell'abbigliamento, un po' per pigrizia e un po' perché non uso roba veramente pesante da anni; beh, oggi, mentre tremavo, sbattevo i denti e fissavo un'altra sventurata italiana alla fermata del bus pensando "macchimelhafattofare" ho capito che in alcune situazioni mantenere la propria temperatura corporea è indispensabile!
Dopo aver passato 80 minuti fuori dall'aeroporto ad aspettare il bus che mi avrebbe portato in città, sono finalmente riuscita a raggiungere la mia amica in hotel, situato in pieno centro e a due passi dai ristoranti più tipici della città.
Prima cena in una taverna che ricorda molto i tapas bar spagnoli, in cui ho scoperto che il piatto più tradizionale qui sono le cozze! L'italiano medio, però, si rifiuterebbe di mangiarle alla maniera belga: gratinate con formaggio e contorno di patatine fritte (le protagoniste della cucina belga) e per pasteggiare l'immancabile birra locale!
Sono stanca, un po' stordita dalla birra e ancora infreddolita, ma questo weekend potrebbe rivelarsi più interessante di quanto pensi. Chi lo sa, magari scopro di essere attratta dai Paesi nordici...